Panama Papers 2

Sull’espresso del 24 giugno 2018 si parla della fase 2 dell’Inchiesta Panama Papers che riguarda le società offshore, che non pagano le tasse legalmente. Molte cassaforti sono comunque già state spostate nelle isole a imposta quasi zero: dal Centroamerica a Malta. Una new entry sembra diventata Dubai.

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Il Tesoretto di Kim

Bitcoin1Bitcoin2       L’intelligence sudcoreana è convinta che ci sia Pyongyang dietro gli attacchi hacker alle criptovalute, in particolare Bitcoin, e che la Corea del Nord abbia così accumulato milioni in valuta virtuale. Lo riferisce la Bbc. Almeno 7 milioni di dollari sono stati rubati, oggi hanno un valore decuplicato di 82,7 milioni. Inoltre, gli hacker si sono impadroniti dei dati personali di almeno 30.000 persone. Secondo gli esperti, l’obiettivo dell’attacco è quello di evadere le sanzioni fiscali a cui è sottoposta la Corea del Nord. Da tempo si sospetta che Kim Jong-un abbia accumulato un presunto tesoretto di Bitcoin da usare contro le pesanti sanzioni imposte al Paese. L’attacco di cui si conoscono i dettagli è stato compiuto lo scorso febbraio ma è stato scoperto solo lo scorso luglio, senza che fossero individuate responsabilit. Il network preso di mira è Bithumb, fondato in Corea del Sud – dove è il più importante del Paese – e il quinto al mondo per volume di transazioni. Dopo la violazione, gli hacker hanno chiesto un riscatto di vari milioni alla compagnia per restituire i dati personali dei trader. Un altro attacco, a settembre, ha preso di mira un’altra piattaforma per le criptovalute, Coinis, mentre un altro è stato sventato lo scorso ottobre. La materia non è soggetta a legislazione in Corea del Sud, e il governo sta cercando di correre ai ripari. (Fonte Tg1 Rai)

LA CORRUZIONE SPUZZA di Raffaele Cantone e Francesco Caringella

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Quella proposta da Raffaele Cantone e Francesco Caringella nel loro ultimo libro scritto a quattro mani dal titolo “La Corruzione Spuzza”, edito da Mondadori rappresenta una vera e propria rivoluzione copernicana nello studio, nella comprensione e nella prevenzione del fenomeno “Corruzione”con particolare riferimento al nostro paese. Se solo provassimo a pensare che molti dei disagi sociali ed economici che vive l’Italia in questa fase storica (edifici che crollano, fenomeni di malasanità e di malagiustizia, istruzione in crisi,cervelli in fuga, ambiente violentato, immoralità nella politica) è anche il risultato di quel flusso di denaro che finisce nelle tasche dei corrotti, forse riusciremmo a tenere vivo l’interesse dell’opinione pubblica su questo tema,che già dopo la metà degli anni Novanta è sembrato diminuito se non scomparso del tutto.

Non bisogna meravigliarsi, quindi se in Italia solo lo 0,6% della popolazione carceraria è composto da colletti bianchi, a fronte di una media europea del 5,6% per un rapporto da 1 a 10. Né può destare stupore la ridotta percentuale dei processi di corruzione rispetto al contenzioso penale complessivo (appena lo 0,5%). E’infatti acclarato che la corruzione sia favorita da un certo retaggio culturale molto spesso potenziato da una certa cultura dominante di chi ritiene, per raggiungere un risultato a lui favorevole, sia lecito usare qualsivoglia mezzo, dalla semplice raccomandazione fino ad accettare di vendere il proprio voto in cambio di qualcosa.

Il danno economico dei delitti dei colletti bianchi, diceva Sutherland, per quanto grave, è meno allarmante di quello arrecato alle relazioni sociali. I delitti di questo tipo minano la fiducia e dunque creano la sfiducia, il che indebolisce la morale e incrementa la disorganizzazione sociale. Altri tipi di reato non hanno lo stesso effetto sulle istituzioni o sull’organizzazione sociale”.

Un ruolo attivo dei cittadini  risulta quindi improcastinabile. I paesi con un tasso di corruzione e indice di percezione della corruzione molto bassi (come quelli del Nord Europa, che si trovano nelle posizioni virtuose della classifica di Transparency International) sono quelli in cui questo ruolo proattivo dei cittadini è più evidente. Un libro quindi che assume anche un alto valore pedagogico: solo raccontando i danni indiretti arrecati alla collettività dal fenomeno corruzione, solo affermando l’idea che la “corruzione fa male a tutti”, che “spuzza ” per dirla con le parole pronunciate da Papa Francesco il 21 marzo 2015 davanti ai giovani di Scampia, solo allora il contrasto potrà diventare strutturale anziché episodico ed emergenziale come è stato fino ad ora. E ricordando sempre alle nuove generazioni che non esiste successo senza…fatica!